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Da noi lo zafferano ha un ciclo quadriennale. Lo impiantiamo a settembre: dopo una abbondante lavorazione del terreno procediamo al tracciamento dei solchi, nei quali contemporaneamente sistemiamo i bulbi.
Dopo la fioritura di novembre nel terreno permangono i filari delle piantine fino ad aprile.
Verso fine maggio operiamo una prima trinciatura dell'erba, che poi ripetiamo a fine settembre, stavolta seguita da una fresatura molto superficiale per arieggiare il terreno prima della nuova produzione.
Al 4° anno, all'inizio di settembre, espiantiamo i bulbi, li ripuliamo dalle sottili tuniche che li ricoprono per reimpiantarli in un altro terreno. Essendo lo zafferano, infatti, una coltura molto depauperante, nei terreni espiantati per 4 anni avvicendiamo altre colture miglioratrici come le leguminose.
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Tutte le lavorazioni si svolgono nel rispetto delle antiche tradizioni (come potreste constatare di persona partecipando a novembre alle escursioni fra i campi fioriti).
Partiamo dalla raccolta manuale dei fiori, che si svolge tutte le mattine per circa un mese e che, nei giorni del cosiddetto "grofu" ("massima produzione" in Sardo), impiega diverse persone per molte ore.
Di sera separiamo gli stimmi dal resto del fiore (ognuno ne contiene tre) e operiamo "sa feidadura" - consistente nel toccarli con le dita appena intinte nell'olio d'oliva - utile a conferirgli maggiori lucentezza e conservabilità.
Infine li essicchiamo al sole o, in giorni di cattivo tempo, vicino al caminetto.
Lo zafferano si ottiene quindi con gran fatica, e questo ne determina il prezzo e gli assegna a ragione l'epiteto di "oro rosso".
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Raccolta
Si procede alla raccolta (rigorosamente manuale), che durerà alcune ore...
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Cestini
I caratteristici cestini con la bocca stretta (per evitare che il vento si porti via i fiori)
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In casa
In casa si procede alla disposizione dei fiori sul tavolo...
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Mondatura
... e si separano gli stimmi dal resto del fiore, fino a notte
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